“Un grande tour… di trekking” di Santina Cavalli
L’avventura è finalmente iniziata e dopo aver cantato (a modo nostro purtroppo) tutte le canzoni più belle spagnole per tutto il tragitto fino a Roma, ci godiamo ora nel pomeriggio inoltrato il tragitto da Malaga ad Almeria.
La sinuosa strada a tratti tagliata nella roccia, ci presenta numerosi paesini affacciati sul mare e stupende insenature. Il lungomare di Almeria tutto illuminato ci accoglie e visto dall’altro è veramente bello. In albergo ritroviamo il gruppo sempre numeroso di Genova ed è come rivedere parenti lontani.
Prima escursione: OASIS DEL SESIERTO DE TABERNA
Eravamo stati avvertiti che non vi era possibilità di rifornirsi di acqua durante l’escursione, pertanto all’iniziodel tragitto, il negozietto di bibite viene preso d’assalto. Questo rappresenta appieno, data la spartanità della costruzione e di tutto il resto, la desolazione di certi films. Non ero preparata alla grandiosità del luogo. Fa effetto vedere in altro una grande strada e sotto noi che camminiamo in un ambiente insolito e primordiale. La modernità con auto che scorrono veloci e noi sotto. Mi aspetto quasi di vedere un cammello.. il quadro è completo quando arriviamo ad un’oasi piena di palme, ricreata per girare il film “Lawrence d’Arabia”. Più avanti si scorge anche il set dove furono girati i film western di Sergio Leone. Il caldo è notevole ma secco e ventilato. Molte le piante endemiche e parecchi minerali. Ad un tratto, quasi dal nulla, perché qui sembra che non piova quasi mai, c’è un piccolo rivolo d’acqua che le efficienti guide spiegano si formi dall’umidità notturna e dalla parziale risorgenza geologica della zona. Le piccole alture (scusate il bisticcio di parole) intorno hanno colori e forme così bizzarri che nessuna macchina fotografica potrà immortalare alla perfezione. Pomeriggio. Ritorno ad Almeria. Un grazie per l’albergo situato in pieno centro che ci permette di godere appieno del lungo e maestoso viale alberato e fiorito, ai lati una fila ininterrotta di bei negozi, in fondo un sapiente gioco di zampilli ci attrae di giorno e poi illuminati las era e colorati. Almeria è una città moderna, piena di vita e le numerosissime cafeterie offrono di tutto: panini, torte salate e dolci, alcune anche pesce ed altre specialità locali e tutto questo dal mattino alla sera!
VALLE DE RODOALQUILAR
CASTLLO DE RODOALQUILAR XVI sec.
La seguente escursione è certamente per quanto mi riguarda la più interessante. Passiamo con il pullman tra due coni di vulcani ormai spenti da secoli. La zona è aspra e ventosa, ricca di minerali vulcanici, potrei starci un mese senza annoiarmi! Ci vengono mostrate in lontananza delle miniere d’oro ormai dimesse. Qua e là dei ruderi di diverse case di campagna. Ci viene mostrato uno scheletro parziale di chissà quale antico animale. La vegetazione scendendo verso la ramala de la Granatilla si fa più varia, ricca a tratti di gruppi di alte palme. L’insenatura ci offre lo spettacolo di un blu intenso costellato da alte scogliere dove si scorgono parecchie grotte. La spiaggia quasi deserta ben si presta al sole integrale. Risaliamo lievemente ed ecco il castello: sulla torre due cani pastore ci scrutano. Interessantissimo notare come sopra il basamento vulcanico vi siano stati dei sedimenti marini dovuti probabilmente all’abbassamento nei secoli del livello del Mediterraneo che ha lasciato su quello che oggi è scogliera, ben visibili e numerosissimi, coralli e molluschi di vario genere. Inevitabile l’accostamento anche se maturato in un contesto parzialmente diverso, come kil mueso paleontologico di Magliano Vetere, situato nel centro dl Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Unico nel centro-sud conta reperti di fossili rinvenuti fra Trentinara, Monte Vesole e Magliano ad un’altezza di circa 700/800 mt. I pesci sono marini segno che qui c’era il mare o laguna e non è un caso che da qui inizi una zona montagnosa chiamata “Dolomiti del Sud”. Una invitante spiaggetta ci accoglie con piccoli ristoranti ed abbiamo il tempo necessario per gustarci una saporita ed abbondante paella. Vi sono in questo candido paese numerosi negozietti e sarebbe stato bello acquistare qualcosa di artigianale, ma data l’ora non erano ancora aperti.. peccato! Rientro in albergo e preparazione psicologica per quella che sarà penso per tutti, la regina delle escursioni: la Sierra Nevada di ben 15 km!!!!
Martedì: trasferimento a Granada.
Grande e bellissimo albergo posto in periferia, ottima cucina, piscina, musica e ballo. In serata abbiamo una serata di flamenco in un tipico locale messo a disposizione proprio per noi. Breve escursione per le stradine che raccolgono varie etnie che hanno dato luogo a quello che oggi è questa forma di musica e ballo. Maestosa in lontananza, tutta illuminata l’Alhambra che visiteremo venerdì mattina.
SENDEROS DE LOS PUEBLOS DE POQUEIRA – P.N. Sierra Nevada.
Giungiamo nel luogo di inizio escursione piuttosto presto in un grazioso paesino ed essendo già abbastanza alti l’aria è fresca e ventosa. Già il primo km di salita mette a dura prova la mia resistenza, temo che l’ipertensione mia bestia nera, mi costringa ad un precipitoso ritiro. La salita è molto ripida ed osservando gli altri partecipanti noto che il loro fiatone è pari al mio, non
che questo mi gratifichi molto ma stringo i denti a vado avanti. Questa escursione è stata da me a lungo tempo agognata, è una sfida… Man mano che saliamo più in alto il panorama si fa sempre più affascinante. In basso vaste pinete e le vette nude si stagliano contro un cielo di cobalto. Il gruppo si sgrana sempre più: avanti i più giovani e gagliardi e dietro con me persone che hanno quasi la metà dei miei anni. Il sole che si è fatto più alto e cocente ci costringe ad eliminare indumenti più pesanti, riesco a carburare meglio e questo mi rinfranca. Attraversiamo una vasta e rigogliosa pineta ed a differenza dei nostri monti noto che il terreno non è ricco ma sabbioso e magro. Lontano un vago rumore d’acqua: troviamo infatti a tratti sul nostro sentiero delle piccole pozze d’acqua senza mai scoprirne l’origine ma avendo il rumore del suo scorrere come sottofondo ai nostri passi per tutto il tragitto. Solo nella discesa, quasi all’arrivo troveremo una piccola è copiosa cascatella. Le guide ci indicano delle piste da sci ed il rifugio più alto in assoluto oltre 2500 mt. Incontriamo qua e là dei rifugi più o meno diroccati usati per gli armenti. La vegetazione alta è sparita, restano solo vari tipi di bassi cespugli e piccole piantine con foglie pelose tra cui una molto simile alla nostra Stella alpina. Poco dopo ci fermiamo per un piccolo spuntino (nelle intenzioni). Infatti mangeremo di tutto e non ci fermeremo più. Si riprende la salita; l’aria è sempre più calda, rarefatta ma stranamente polverosa, a sera infatti forse a causa della ventilazione saremo tutti impolverati come dopo una giornata di mare. Siamo quasi giunti al nostro punto massimo di salita, solo alcuni proseguiranno verso il rifugio posto ancora più in alto. Dietro di me sento un respiro ansimante: è la guida non solo io allora… meno male! Alla nostra sinistra molto in alto si intravede un piccolo fazzoletto di neve, sembra finto. Ci fermiamo per dividerci ed osservo ad alta voce che il cielo è così blu come solo in Africa ho potuto vedere e la guida con un sorriso ci fa girare per guardare verso valle: “ecco –dice- vedete l’azzurro là in fondo è il mare e la costa così lontana è l’Africa, molto sfumato il Monte Atlas”. Valeva la pena giungere fin quassù solo per questo. Si è realizzato un desiderio e mi sento come si deve essere sentito Walter Bonatti alla conquista del K2, con un po’ di differenza però.. S’inizia quella che ottimisticamente è stata definita dalle guide la discesa che però è un continuo saliscendi. Povere caviglie. Incontriamo greggi di pecore, capre, parecchie bellissime mucche e vitellini. È ritornato il verde. È quasi sera e siamo all’arrivo, mi sento soddisfatta perché ho raggiunto il mio scopo tutta intera e c’è chi ha
dovuto fare l’ultimo tratto senza scarpe per le vesciche ai piedi. Ora urge una doccia!
SENDEROS DE LOS CAHORROS DE MONACHIL (P.N. Sierra Nevada)s
Ci attendono nella piazzetta del paesino di partenza le guide di ieri con un largo sorriso di benvenuto che si stringe lievemente quando mi vedono e chiedono: “tutto bene?”. Forse sperando che io non partecipi, visto che ieri li ho fatti un po penare.. L’escursione è giudicata medio-alta ma si rivelerà alla fine almeno per me la più divertente per quel briciolo di incoscienza che da sale alla vita. l percorso, piuttosto breve, si snoda lungo una strettissima gola solcata da un fiume che alimenta una centrale idro-elettrica. Vi sono passaggi dove ci si deve addirittura aggrappare a delle manigle di acciaio per poter proseguire, spazio per posare di circa 30 cm. Emozionante, non mi sono mai divertita tanto! Praticamente tutto si svolge in fila indiana perché sotto di noi scorre il fiume e le pareti si ergono verticali ai lati. Per parecchie volte dobbiamo attraversare il fiume su dei ponticelli di tavole di legno sorrette da dei tiranti in acciaio tipo ponticelli tibetani, uno di questi molto lungo e alto per sicurezza permette il passaggio di 4 persone per volta. Vi sono degli arrampicatori locali che stanno scalando un’erta ed altissima rupe. Chiedo scherzando alla guida di poterlo fare anch’io e lui seriamente mi risponde che a metà salita ci posso arrivare! Non mi sono mai sentita così inorgoglita… La vegetazione, data l’abbondanza d’acqua, è densa e rigogliosa; le rocce intorno a noi hanno pinnacoli fantastici. Rifacciamo il percorso a ritroso. Un’altra bella avventura volge al termine.
ALHAMBRA
Dopo averla fotografata in notturna da lontano, eccola finalmente. Ci appare maestosa nella sua enorme planimetria che si divide in più settori. Un flusso incessante di visitatori all’ingresso dove devi entrare nell’ora esatta della prenotazione, pena la cancellazione della visita. Non vi sono parole per descrivere i giardini così curati e con tali varietà di fiori e piante da sembrare finti. Dalle rose alle ninfee agli zampilli d’acqua. Granada sotto di noi con le cupole delle sue chiese.. entriamo e gli ohh…di meraviglia dei soffitti a stucco intarsiati come merletti si sprecano. Sembra veramente di essere nel palazzo di Mille e una notte. Ovunque sulle pareti le scritte che ripetono Allah è grande. I pavimenti ripetono disegni e materiali vai. Una ricca pinacoteca di grandi artisti
spagnoli del passato. Non voglio essere irriverente verso l’uno o l’altro ma l’unico paragone che mi viene in mente anche se le epoche e le culture sono diverse, è la nostra reggia di Caserta, disegnata dal Vanvitelli. Usciamo alla spicciolata e scendiamo a piedi verso Granada. Visita alla imponente cattedrale dalle volte e soffitti altissimi. Molti i palazzi di stile barocco, danno l’idea di un
passato molto ricco. Ovunque piante di melograno, simbolo della città.
SENTIERI E ACQUA
Siamo purtroppo alle battute finali. Oggi ogni gruppo avrà un percorso che costeggia un fiume e poi ci troveremo tutti in un grande parco e sfileremo tutti insieme al centro città. Partiamo da Santa Fè ed una piccola banda di giovani musicisti ci accompagna suonando fino alla periferia. C’è un’aria molto festosa e la gente ai lati della strada ci applaude. Ma il top si raggiunge quando intoniamo “Volare” e tutti ma proprio tutti al nostro passaggio cantano con noi. La nostra bella musica è proprio universale. Ci inoltriamo tra una lunghissima piantagione di alti pioppi piacevole per la loro ombra mai poi avremo lunghissimi e soleggiati km fino al raduno. Ci siamo: di fianco ad una bella fontana è stato allestito un palco. La trasmissione si potrà vedere via satellite. Ogni delegazione sale sul palco e presenta la sua ampolla d’acqua; terminate tutte le presentazioni si salirà con i vari stendardi all’Alhambra dove quest’acqua verrà versata nella Fontana dei 12 Leoni. Sul palco si sussegue uno spettacolo di musiche e balli tipici con le nacchere.
Due persone su tutte dobbiamo ringraziare da parte del gruppo genovese per il loro impegno e capacità: Elvira e Pucci, veramente grandi. Da parte nostra, Fabrizio che con la sua aria mite ha saputo dimostrare grandi doti nel supplire agli inevitabili intoppi e disguidi. Ad Antonio per averci instancabilmente ripresi tutti e 80 partecipanti. Che dire delle nostre due mascotte, che si sono fatti anche la Sierra Nevada: Lazzaro I e II (perché il nome è uguale), due ragazzini in gambissima. Grazie!
Ma chi è che ha permesso tutto quanto vi ho raccontato? Chi per mesi ha imbastito itinerari e contatti affinché tutto andasse per il meglio? Ma è lui: Mimmo Pandolfo, folletto dei nostri boschi, con la sua aria schiva ma che sa farsi valere e non a caso è stato eletto Vicepresidente FEE. La grande cosa da lui ottenuta in questo convegno è stata di portare questi raduni internazionali ad una frequenza più stretta, non più quinquennale, ma soprattutto di organizzarli in Paesi di basso sviluppo industriale, con sentieri ed eccellenze paesaggistiche sconosciute ai più, in modo da incrementare anche in quelle zone, un maggiore flusso turistico. Verrà pertanto organizzato nel 2013 il Primo raduno internazionale sull’E12, il Sentiero del Mediterraneo. Il tutto si svolgerà prevalentemente nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Si potranno così ammirare i nostri boschi ricchi di castagneti che danno marroni che da Montano Antilia a Roccadaspide vanno al nord per fare i marron-glacée. Che dire poi delle acciughe salate, della Primula palinuri endemica, di Massicelle con un artista scultore su legno di ulivo. Come non parlare di Felitto, con le Gole del Fiume Calore e di fusilli fatti a mano; Agropoli con i fichi del Cilento che si possono trovare esportati fino a New York e poi mozzarelle della Piana di Paestum, vini DOC, Pizza, pizza, pizza e tanta tanta tarantella. Che volete di più?
Ah, ho dimenticato: il sole, il mare e già vedo nell’brida barba uno sguardo malizioso ed un candido sorriso. Si caro Mimmo, so già che sarà un successo..
Il mio ricordo più bello: l’attestato di partecipazione ed il sorriso di voi tutti. Grazie!
Santina Cavalli - Associazione CILENTO TREKKING di Agropoli

PROGRAMMA GENERALE E PERCORSI EURORANDO ANDALUCIA 2011
Scarica il programma in formato doc
Nella Tappa finale di Eurorando Andalucía 2011, oltre alle altre attività programmate, i partecipanti avranno la possibilità di conoscere il territorio attraverso i sentieri escursionistici delle province di Almería e Granada.
Nella parte di soggiorno prevista nella provincia di Almería, sono proposti tre percorsi escursionistici ogni giorno, con diversi livelli di difficoltà: facile, medio e impegnativo, offrendo così ai partecipanti la possibilità di poter scegliere quello più appropriato a soddisfare interessi nel rispetto delle proprie abilità. Solo nel primo giorno sarà proposto un unico percorso di facile classificazione per tutti i partecipanti.
Di seguito si espone il calendario delle attività proposte.
Sabato 8
Difficoltà: FACILE - Amoladeras - Cabo de Gata (R.E.N.P.A.+ GR 140) (Cabo de Gata Natural
Park).
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 9,000 m TEMPO DI PERCORRENZA: 2h 30min
ASCESA TOTALE: 16 m
DISCESA TOTALE: 34 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico. Bird watching.
DESCRIZIONE SINTETICA: Piante di “pita” e “sisal” che forniscono fibre e che caratterizzano il panorama. Aree golenali e alvei a Marinas Artísticas. Costiera con dune di sabbia. Estuario del fiume Rambla Morales. Bird watching.
Difficoltà: FACILE - PR-A Percorso delle Miniere (SL-A 77) (Bedar).
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: Percorso ad anello: 11,890 m TEMPO DI PERCORRENZA: 3h 30min
ASCESA TOTALE: 254 m
DISCESA TOTALE: 254 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Etnografico (in relazione alla presenza di ambienti minerari). Botanico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Piattaforma di carico e stazione di controllo Tres Amigos. Ferrovia di Santa Catalina. Galleria di Servalico. Area mineraria di San Manuel. Scivolo del Vulcano. Pozzo della miniera.
Pozzo di Giove. Distretto delle sorgenti di Serena.
Difficoltà: MEDIA - Molino del Río – Fuente de los Naranjos (SL-A 48)
(Almócita).
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: Percorso ad anello: 8,000 m TEMPO DI PERCORRENZA: 3h 30min
ASCESA TOTALE: 407 m
DISCESA TOTALE: 407 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Geologico. Botanico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Visita alla chiesa di Mudéjar de Almócita e discesa nella gola di Bosque. Si passa per la località Molino sul Fiume Andarax. Paesaggio carsico. Piante di Cacín. Sorgenti di Los Naranjos. Salita. Discesa nella gola di Bosque e ritorno al villaggio.
Difficoltà: IMPEGNATIVO - Puerto de la Ragua-Bayarcal-Paterna (GR 140)
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 19,800 m TEMPO DI PERCORRENZA: 7h
ASCESA TOTALE: 257 m
DISCESA TOTALE: 932 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Botanico. Etnografico. Paesaggistico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Dal Puerto de la Ragua attraverso Arroyo del Palancón a Posada de los Arrieros, osservando la macchia Mediterranea. Abitato di Castañares e Pomadas in Bayárcal. Architettura Alpujarran. Cappella di Iniza. Abitato di Paterna del Río.
Lunedì 10
Difficoltà: FACILE - Cerro del Cinto (R.E.N.P.A.) (Cabo de Gata Natural Park).
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: Percorso ad anello 4,500 m TEMPO DI PERCORRENZA: 2h
ASCESA TOTALE: 80 m
DISCESA TOTALE: 80 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Etnografico (miniere d’oro). Paesaggistico. Culturale
DESCRIZIONE SINTETICA: Partenza per il centro espositivo di Rodalquilar. Discesa nella Rambla de la Granatilla. Ruderi di diversi fabbricati e case di campagna. Area mineraria. Percorso di Albaricoques e rientro a Rodalquilar.
Difficoltà: MEDIA - Cerro del Cinto (R.E.N.P.A.) (Cabo de Gata Natural Park).
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 11,000 m TEMPO DI PERCORRENZA: 5h
ASCESA TOTALE: 259 m
DISCESA TOTALE: 259 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Etnografico (miniere d’oro). Paesaggistico. Culturale
DESCRIZIONE SINTETICA: Partenza per il centro espositivo di Rodalquilar. Discesa nella Rambla de la Granatilla. Ruderi di diversi fabbricati e case di campagna. Area mineraria. Percorso di Albaricoques e rientro a Rodalquilar.
Difficoltà: IMPEGNATIVO - Laujar, Monterrey and La Hidroeléctrica tracks (PR-A 36 + PR-A
35) (Sierra Nevada Natural Park)
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 15,000 m TEMPO DI PERCORRENZA: 4h 30min
ASCESA TOTALE: 324 m
DISCESA TOTALE: 324 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico. Botanico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Da Laujar a Nacimiento. Percorso di Monterrey. Fattorie di allevatori. Country house di Murilla. Gola di Horcajo. Discesa di La Murilla lungo il percorso della centrale Hidroeléctrica. Canali di irrigazione. Discesa alle sorgenti di Malpaso vicino a La Fabriquilla.
Martedì 11
Difficoltà: FACILE - Venta El Serval route – Abla (GR- 142) (Abla).
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 7,500 m TEMPO DI PERCORRENZA: 2h
ASCESA TOTALE: 13 m
DISCESA TOTALE: 498 m
DIFFERENZE DI QUOTA: 1312-819=493
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico. Botanico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Da Venta del Serval si percorre il sentiero GR 142, costeggiando Cerro del Peral. Si segue il percorso della fattoria Ohanes e si scende al fiume Abrucena, vicino ai ruderi del mulino azionato con la ruota. Si scende verso Rambla de Los Santos per arrivare infine a Abla.
Difficoltà: MEDIA - Sendero del Desierto (Sentiero del Deserto) (PR-A) (Tabernas Desert
Natural Park) (Tabernas).
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 8,600 m TEMPO DI PERCORRENZA: 3h
ASCESA TOTALE: 147 m
DISCESA TOTALE: 147 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico. Culturale. Geologico. Botanico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Partenza dall’Oasi de Tabernas (parco a tema). Discesa di Ramblilla Genaro attraverso un ponte in legno. Fattoria Cautivo Oasi “Lawrence d’Arabia”. Verdelecho. Possibilità di vedere il set dei film western girati da Sergio Leone. Piani di Duque. El Chortal e ritorno a Mini Hollywood (Oasi di Tabernas – Parco a tema).
Difficoltà: IMPEGNATIVO - Camino Loma de Tablas route (PR-A- 310) (Gérgal)
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 12,000 m TEMPO DI PERCORRENZA: 5h
ASCESA TOTALE: 558 m
DISCESA TOTALE: 558 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico. Botanico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Il percorso attraversa la Sierra de los Filabres, prendendo il vecchio percorso sul quale si possono osservare i resti degli insediamenti delle miniere di ferro con i punti di saggio, mulini e fabbricati rurali.
Mercoledì 12
Difficoltà: MEDIA - Tra Almería e Granada, percorso da Nacimiento a Gilma (PR-A 305)
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 10,000 m TEMPO DI PERCORRENZA: 3h
ASCESA TOTALE: 19 m
DISCESA TOTALE: 538 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico e culturale.
DESCRIZIONE SINTETICA: Questo percorso prende inizio a “Nacimiento” e si snoda tra i confini della Sierra Nevada e Sierra Filabres. Il tracciato recupera il percorso utilizzato dagli abitanti della città per andare da Nacimiento a Gilma. Il sito ebbe il suo periodo di prosperità alla fine del XIX secolo grazie alle attività minerarie e alla produzione di uve dolci della varietà Ohanes.
Granada:
Difficoltà: MEDIA – Percorso della Hispanidad: da Pinos Puente a Santa Fe
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: 9.200 m TEMPO DI PERCORRENZA: 2h 30m
ASCESA TOTALE: 26 m
DISCESA TOTALE: 13 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Città testimone della storia. Culturali e paesaggistico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Percorso storico che commemora il viaggio che fece Cristoforo Colombo quando la regina Isabella la Cattolica chiese la presenza del navigatore per la firma dell’accettazione che rese possibile il viaggio verso il Nuovo Mondo. In questo giorno si commemora il 519° anniversario della scoperta dell’America.
Giovedì 13
Difficoltà: FACILE - Escursione per persone con deficit di udito
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: Percorso ad anello di 8.200 m TEMPO DI PERCORRENZA: 2h 15m
ASCESA TOTALE: 246 m
DISCESA TOTALE: 212 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico. Belvedere sulla sommità della Sierra Nevada.
DESCRIZIONE SINTETICA: Una camminata veramente facile e piacevole in mezzo ad una vegetazione variegata ed abbondante. È anche una escursione didattica per la presenza di diverse bacheche informative che danno informazioni sulla vegetazione e sui principali rilievi della Sierra de Huétor e della Sierra Nevada.
Difficoltà: FACILE – Camminata con sedia a rotelle per portatori di handicap motori. Percorso attrezzato ricreazionale del Mimbres “Fuente de los Potros” (National Park “Sierra de Huétor)
SCHEDA TECNICA
DISTANZA: Lineal walk of 4.800 m TEMPO DI PERCORRENZA: 2h
ASCESA TOTALE: 84 m
DISCESA TOTALE: 75 m
CARATTERISTICHE
MOTIVI DI INTERESSE: Paesaggistico.
DESCRIZIONE SINTETICA: Ai piedi della Sierra Arana, questo percorso si snoda attraverso tipi differenti di macchia Mediterranea, boschi artificiali di conifere: larice, altre specie resinose e cedro atlantico guidano tra i canali d’irrigazione Fardes per la maggior parte del percorso. È veramente interessante la vista dalla sommità della Sierra Nevada dal belvedere di “El Tajo”, la vista dei falchi e dei salici che diventano gialli alla località di Las Chorreras”.
Venerdì 13
XXXVIII National Walk per Escursionisti Senio. Padul (Granada)
La Federazione Spagnola di Sport di Montagna e Scalata, FEDME, le Associazioni della Sierra Nevada (Granada) e il Club di Alpinismo La Silleta (Padul) in cooperazione con il Comune di Padul (Granada) sono lieti di organizzare il raduno per I Soci Spagnoli, over 40, riservato a coloro che sono interessati a partecipare al 38° National Walk per Seniors edizione 2011 che si tiene a Padul.
In questa edizione, visto l’avvenimento particolare, la partecipazione è aperta a tutti gli escursionisti Europei che saranno presenti alla cerimonia di chiusura dell’ EURORANDO 2011. La manifestazione è patrocinata dalla ERA-EWV-FERP.
Itinerari ufficiali
Percorso 1: COLORE ARGENTO
Distanza totale: 6, 8 Km Dislivello positivo:46 m.
Dislivello negativo:41 m Quota massima :750 Quota minima: 711m.
Percorso 2: COLORE ORO
Distanza totale: 10, 4 Km. Dislivello positivo: 46 m.
Dislivello negativo: 40 m. Quota massima: 762 Quota minima: 716
Percorso 3: COLORE BLU
Distanza totale: 8,4 Km Dislivello positivo: 655 m.
Dislivello negativo:655 m Quota massima:1216 Quota minima:738
Percorso 4: COLORE VERDE
Distanza totale: 7, 8 Km. Dislivello positivo: 546 m.
Dislivello negativo: 546 Quota massima: 1200 Quota minima:738
Percorso 5: COLORE ARANCIONE
Distanza totale: 9, 2 Km Dislivello positivo: 563 m
Dislivello negativo: 563 Quota massima: 1200 Quota minima: 738
Percorso 6: COLORE MARRONE
Distanza totale: 14,7 Km. Dislivello positivo: 752m.
Dislivello negativo: 752 m. Quota massima: 1490 Quota minima: 738
Percorso 7: COLORE ROSSO
Distanza totale:17,8 Km. Dislivello positivo:762 m.
Dislivello negativo: 762 m Quota massima: 1490 Quota minima:738
Informazioni:
Municipio di Padul, club Alpinistico “La Silleta” e Sierra Nevada Society.
Telef. 660.823781 - 659.251535- 672237682- 617.883613 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ulteriori informazioni su Internet: www.padul.es/lasilleta/marchadeveteranos
www.clubsociedadsierranevada.com
Sabato 15
Sentieri e Acqua:
Sorgenti di cultura, vita e salute”
Programma dell’evento della fratellanza delle Acque d’Europa
Il 15 ottobre 2011, nel corso della cerimonia di chiusura di Eurorando 2011, saranno portate a Granada da tutte le organizzazioni escursionistiche delle Nazioni Europee membre dell’ERA-EWV-FERP i campioni di acqua prelevati da fiumi, fontane, laghi, cime, ghiacciai, caverne, sorgenti di ogni Nazione.
Per questo evento finale, sono stati previsti 12 diversi percorsi che prendono inizio nei centri abitati posti nelle vicinanze di Granada che confluiranno alla Fuente de las Granadas, posta nel centro della città. Questo è un sito emblematico ed è posto nelle vicinanze della confluenza dei due fiumi di Granada:
I dodici percorsi d’acqua sono il simbolo dei dodici sentieri Europei e ognuno di loro guida verso Granada gli escursionisti e chi trasporta l’acqua (identificati con la lettera A, la lettera iniziale della parola “Agua “ – acqua in spagnolo – e il numero corrispondente) seguendo questo ordine:
A-1 : 14,8 km. A-2: 12,4 km. A-3: 9,2 km. A-4 : 9,2 km
A-5: 8,2 km. A-6: 7,2 km. A-7 : 13,2 km. A-8 : 7,8 km
A-9: 7,3 Km. A-10 .13,5 Km. A-11 .11,6 km. A-12: 9,5 Km.
I dodici percorsi consentiranno di deporre le acque trasportate in anfore posizionate in un sito specifico vicino alla Fuente de las Granadas. Le diverse Nazioni depositeranno le loro Acque in queste anfore di ceramica nazarì, e quando tutti avranno versato le Acque in questi recipienti, le anfore verranno portate all’Alhambra.
Alla Porta della Giustizia nel monumento nazarì, le anfore saranno portate in una sorta di processione dai leaders europei e da volontari verso il Patio dei Leoni.
Là, nella fontana, dove le statue dei dodici leoni emettono acque dalle loro bocche, in segno di riconoscimento mondiale, verranno versate le acque contenute nelle anfore come simbolo di amicizia e concordia tra le Nazioni e le culture d’Europa.
Migliaia di partecipanti alla terza edizione di Eurorando, e tutte le autorità che presenzieranno all’evento, proclameranno in questo posto emblematico che, grazie alle proprie origini storiche e alle diverse culture, i percorsi escursionistici e le acque sono stati sempre sorgenti di cultura, di vita e di salute. Nel nostro contesto contemporaneo, nell’epoca della comunicazione di massa e delle nuove Tecnologie, della globalizzazione e dei cambiamenti climatici, è necessario continuare su questa strada di attenzione per la salvaguardia dell’ambiente naturale per il tempo a venire.
Mappa Andalucia

DA TRENTINARA - GIUNGANO
FRA LEGGENDA E REALTA’
LA LEGGENDA: oltre 20 anni fa “Il mattino” pubblicò un articolo dove si narrava che nell’antichità un grande fiume scendeva da Trentinara e dava l’acqua a tutti gli abitanti di Paestum. In seguito, forse a causa di un terremoto, improvvisamente questo fiume sparì: sarà forse per questo motivo, oltre al bradisismo che rese la zona malarica, che gli abitanti di Paestum furono costretti ad abbandonare la zona?
Il giornalista proseguiva dicendo che questo fiume si sia ingrottato e da allora abbia formato alle spalle e nel sottosuolo di Giungano un grande lago. Non rammento se il giornalista desse dei dati concreti per queste sue affermazioni.
LA REALTA’: ovviamente l’articolo fu letto e poi dimenticato.
Circa 5 anni fa, transitando appena dopo il ponte del Solofrone verso Giungano notai che c’erano dei lavori in corso, pulizia dei bordi stradali, che avevano messo in evidenza dei grossi e bellissimi blocchi di candida calcite, per 30 mt. sembrava di essere in una grotta di Pertosa a cielo aperto. Questi blocchi di calcite affioravano fra il terreno ma vi erano dei piccoli incavi profondi anche più di 50 cm. che poi si restringevano e proseguivano verso l’interno formati da tante piccole stalattiti. La cosa mi incuriosì molto essendo appassionata di rocce.
Caso volle che dopo poco tempo incontrassi il sindaco di Trentinara, Lorenzo Fraiese, preoccupato perché, forse a causa secondo lui dell’inverno appena trascorso molto piovoso, l’acqua che scendeva dal monte Vesole alimentando la cascata delle gole Tremonti, ad un certo punto del percorso spariva.
Tale fenomeno aveva ridotto la portata dell’acqua alla cascata di un buon 50%. Aveva interpellato degli speleologi che vennero da Roma forse con un’attrezzatura non sufficiente e dopo pochi metri di esplorazione furono costretti a desistere.
Da allora non si sono fatte indagini più approfondite.
Poche sere fa il sindaco ha detto che si è formato a fianco del precedente un altro piccolo inghiottitoio: dove va quest’acqua?
Il fenomeno si verifica a fianco di un antico mulino ad acqua che io andai a perlustrare all’epoca, cominciando a collegare col ricordo di quell’articolo, le due cose. Parlando con una persona di Giungano mi fu detto che sotto un’antica costruzione di Giungano esisteva un passaggio naturale sotterraneo che arrivava al mare, un altro raccontò che volendo fare una scantinato a fianco della sua abitazione trovarono una spessa parete di calcite.
Risalendo poi il percorso dal ponte del Solofrone verso la cascata, esiste una sorgente che in periodo invernale dà un’acqua tiepida, questa sorgente è proprio denominata “dell’acqua calda”; questo fenomeno non l’ho potuto verificare di persona avendo perlustrato la zona in periodo estivo quando non c’è l’acqua.
Ho potuto prendere visione di un rilievo satellitare ed esistono, dove io pressappoco ho trovato la calcite, 5 o 6 segnalazioni di anfratti. Questo rilievo non ti dà però le dimensioni perciò possono essere semplici fori da me notati a livello stradale oppure grotte di vaste proporzioni.
Non dimentichiamo che dall’interno delle grotte di Pertosa si può arrivare, speleogicamente parlando, a Castelcivita, riaffiorando nelle grotte.
La zona qui è a matrice prevalentemente calcarea ed è ubicata in prossimità del tracciato del “Sentiero delle dee di roccia”.
Alcuni pezzi di calcite sono stati all’epoca da me mostrati ad un prof. geologo che teneva lezione al corso per accompagnatore escursionistico; si dimostrò molto interessato ed avrebbe voluto vedere di persona la zona, cosa che non si è avverata.
Tutto questo è frutto di pure coincidenze o hanno un nesso?
Quanto mi piacerebbe che qualcuno mi togliesse questo dubbio!
A cura di Santina Cavalli
Da una felice intuizione di Pietro Faniglione, consigliere nazionale F.I.E. (Federazione Nazionale Escursionismo), nasce il nome di questo fantastico sentiero.
Perché fantastico? Perché offre scorci panoramici davvero impagabili: dalla costiera amalfitana a Capri, dai monti Alburni al massiccio del Cervati e, infine, sotto di noi la piana di Paestum, una bella e misteriosa presenza continua sul “Sentiero delle Dee di roccia”. Sembra quasi che le varie divinità dell’antica Grecia abbiano voluto lasciarci, oltre ai templi di Paestum, la loro impronta sulle rocce.
La prerogativa di questo sentiero è che a tratti si incontrano pietre con impronte di mani (rocce calcaree scolpite dalle intemperie a formare sembianze divine: Dee rocce); in un raggio di circa 30 mt. si possono vedere dei monoliti di epoca neolitica. Affascinante! Il monte Chianiello, per esempio, ha alla sua base guglie di origine granitica e dolomitica e sembra quasi che le Dee ci indichino il percorso da seguire.
La presentazione del sentiero avviene nell’aula consiliare del nuovo comune di Trentinara, un gioiello incastonato con leggerezza e rispetto architettonico nella zona circostante.
Intervengono: il sindaco di Trentina Lorenzo Frajese, ass.cultura e turismo di Felitto Donato Di Stasi, il sindaco di Magliano Vetere Carmine D’Alessandro, esperta di turismo Marisa Prearo, lo storico ricercatore Pasquale Fernando Giuliani Mazzei, presidente F.I.E. Campania Domenico Pandolfo, Pietro Faniglione come moderatore, e con sorpresa graditissima l’arrivo dell’assessore provinciale Miano, che ringraziamo.
I rappresentanti dei vari comuni ribadiscono che si deve portare qui il turismo, facendo perno sulle varie eccellenze della zona: le Gole del Calore, patrimonio dell’Unesco, con sagra del fusillo a Felitto; a Magliano Vetere, museo paleontologico, antiche chiese rupestri scavate proprio nelle rocce tra Capizzo e Magliano.
Introduce i lavori Pietro Faniglione spiegando che il sentiero presenta una lunghezza di circa 26 Km.
Si svolge con continui saliscendi sul crinale di varie montagne: Monte Sottano, Monte Soprano o Polveracchio, Vesole, Monte Chianiello, montagne molto antiche.
Alla partenza si incontra la chiesa antica della Madonna del Granato che sembra sia sorta sopra un antico tempio dedicato alla dea greca Hera, raffigurata con il “melograno” simbolo di fertilità. A chiusura del percosso Poseidone, dio del mare, a Magliano Vetere ci ha fatto trovare il più ricco giacimento di fossili esistenti nella zona, perché anche qui c’era il mare. Da ciò la nascita di questo museo dove è stato anche allestito l’habitat naturale del cretaceo(80 milioni di anni fa), in due sale hanno concentrato reperti dei giacimenti fossiliferi dell’area presenti nella dorsale montuosa Vesole-Chianiello, sui cui versanti si snoda il sentiero delle Dee delle rocce.
Il museo è l’unico esempio nel meridione che oltre ai reperti esposti abbina un laboratorio che permette di fare ricerca didattica nel campo della geologia e della paleontologia - da non perdere!
Il sindaco Lorenzo Fraiese ci parla con entusiasmo dei vari sentieri di Trentinara (mt. 600): i sentieri di Spartaco, posti lungo il fiume Solofrone, che caratterizza la zona dove Spartaco qui mori in battaglia. Poco distante c’è la cascata delle gole di Tremonti, alta circa 35 mt. il “Sentiero degli sposi” usato dai fidanzati come scorciatoia per incontrarsi. Ci comunica, tra l’altro, che è in itinere la procedura progettuale per realizzare un “volo dell’angelo”, utilizzando un cavo d’acciaio di mt. 1470 che da Trentina scenderà verso Giungano e che offrirà l’opportunità ai turisti di vivere una sensazione unica.
Il presidente F.I.E. Campania, Pandolfo, ci informa che nel 2013 si terrà, nell’areale compreso tra Sapri ed Ascea un primo grande raduno europeo sul neonato Sentiero E12. Il raduno durerà 8 giorni e si prefigge l’obiettivo di catturare l’attenzione degli escursionisti aderenti alla Federazione Europea Escursionismo, organismo che vanta un patrimonio di 55 Federazioni, in rappresentanza di 30 Stati Europei, con oltre 3.500.000 iscritti, oltre a Israele e Marocco che partecipano, in qualità di osservatori, con 3 Federazioni. Per garantire la migliore organizzazione ed assistenza ai partecipanti, si è pensato di limitare l’iscrizione a max 2.000 partecipanti. Seppure con tutte le difficoltà del caso, si spera di poter far conoscere ai partecipanti una porzione del sentiero delle Dee di roccia.
I sentieri europei sono identificati con una sigla alfanumerica (da E1 a E12) e il Sentiero del Mediterraneo E 12 dovrebbe essere l’ultimo. Gli escursionisti apprezzano in particolar modo sapere, invece, la denominazione del sentiero dove andranno ed in particolar modo se sono, come in questo caso, cosi evocativi.
La signora Prearo, già ex-presidente EPT di Paestum si dichiara concorde che sono importanti i nomi attrattivi e che è giusto creare emozioni con il contatto con la storia, il passato, la leggenda, la magia.
Si può camminare con le gambe ma anche con la nostra mente e fantasia: ciò rigenera la mente e resta nel nostro ricordo. Consiglia di coinvolgere tutti i comuni per definire una serie di interventi per realizzare una rete di sentieri attrezzati e per la segnaletica.
Lo storico Pasquale, ci spiega come questo sentiero abbia origini preistoriche. Pietra Perciata, era l’unico passaggio possibile per andare dal Tirreno all’Adriatico e non a caso tutti i nomi dei paesi e dei monti hanno una radice storica latina, a dimostrazione che già nell’antichità i nostri erano luoghi frequentati.
L’assessore provinciale Miano, suggerisce che si deve portare all’attenzione della Provincia un paniere progettuale con degli schemi di eccellenza (vedi museo di Magliano). Solo cosi si potranno avere fondi per realizzare la manutenzione sentieri.
Pertanto, si conviene, a conclusione, che sia da parte della Provincia che da parte della F.I.E. si cercherà di concentrare vari eventi in modo che un evento trascini gli altri, moltiplicando così la presenza delle persone che partecipano attivamente alle manifestazioni.
Si decide di definire nel prossimo futuro un protocollo d’intesa fra: Ente Parco - Comunità Montana ed i vari comuni che vorranno aderire a questo importante progetto.
Solo agendo in sinergia si potrà portare nuova linfa a questa zona che ha cosi tanto da offrire, dando l’opportunità ai turisti che amano il verde e la natura di aggiungere al loro paniere informazioni circa le nostre antiche origini.
Faniglione ha detto alla fine una grande verità: “il sentiero è di tutti!”. E allora… cosa aspettate? venite a scoprirlo visitando il nostro comprensorio, fatto anche di ottimi agriturismi immersi nel verde, che offrono comfort e ottima cucina locale.
Il Sentiero delle Dee di Roccia
Dati tecnici
Località partenza: Capaccio-Paestum
Località arrivo: Magliano Vetere
Quota partenza: 250 m
Quota arrivo: 640 m
Quota massima:1319 m
Dislivello positivo: 1419
Dislivello negativo: 1019
Esposizioni: varie
Copertura rete cellulare: SI
Km totali: 26 km circa
Tempo percorrenza: 16 ore con soste (percorso a tappe)
Enti e Comuni coinvolti: Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Comunità Montana Calore Salernitano, Capaccio-Paestum, Trentinara, Monteforte, Magliano Vetere, Felitto, Roccadaspide.
Alberghi: Capaccio-Paestum, Agropoli.
Agriturismo:
Capaccio-Paestum, Agropoli, Trentinara, Monteforte, Capizzo, Magliano Vetere, Felitto, Roccadaspide.
Fauna:
Cervone, vipera, saettone, biacco, lucertole, toporagno, malmignatta, ragno vespa, falsa tarantola, gheppio, poiana, ragno crociato, topo campestre, talpa romana, mosca cavallina, merlo, cinciarella, cinciallegra, fringuello, cinghiale, volpe, tasso, tafano, zerinthia polixena, cardellino, corvo imperiale, lucertola muraiola, lucertola campestre, ramarro, orbettino.
Flora:
Castagno, acero montano, ontano napoletano, leccio, rovo, zafferano napoletano, zafferano biflorus, stembergia, romulea, bucaneve, ciclamino, narciso dei poeti, narciso tazzetta, cerro, faggio, asparago, cedracca, agrifoglio, pungitopo, felce, scilla bifolia, orchidee.
A cura di Santina Cavalli